Powell ha altre 3 cartucce

Jerome Powell, il presidente della FED, ha già alzato i tassi sui fondi federali 6 volte solo quest’anno. E ha detto che continuerà a farlo. 

Sì, ci sono state terribili conseguenze di questa stretta sui mercati. 

Come abbiamo visto, oltre al mercato azionario (vedi i titoli FAANG) anche il settore immobiliare sta crollando duramente. 

Sembra che gli acquirenti di case siano spariti, lasciando in piazza solo venditori perché il finanziamento oggi è troppo costoso. 

In un certo senso, i risultati potrebbero essere peggiori rispetto al 2008 semplicemente perché la crisi immobiliare stavolta è accompagnata da una crisi economica globale. 

Inoltre, i mercati obbligazionari e azionari sono oggi un colabrodo, con anche quelle aziende “sicure” come le FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) che registrano perdite di posti di lavoro, blocco delle assunzioni ovunque e svalutazione delle loro azioni. 

Il licenziamento del 50% dei lavoratori di Twitter sarà probabilmente la normalità nel settore tech nel giro di pochi mesi.

Niente di ciò che la FED sta facendo ora risolverà il problema a breve/medio termine. 

Sì, è colpa loro. 

Ora stanno cercando di invertire il danno che hanno causato portando i tassi sempre più in alto.

Perché lo sta facendo? 

Le motivazioni possono essere tante e non sono rilevanti ora. 

Powell è entrato in carica per passare alla storia come un grande presidente della Fed, ma è rimasto bloccato con i risultati di politiche che molto probabilmente non ha mai voluto.

Forse questo è ciò che spiega la sua rabbia attuale e la sua tenace determinazione di strangolare la bestia inflazionistica in un modo o nell’altro. 

I poteri di Powell si limitano principalmente a scherzare con i tassi di interesse, ma nella pratica è quello che sta facendo. 

È arrivato a credere che la sua migliore speranza a questo punto sia quella di portare i tassi di interesse reali in territorio positivo.

Nel suo arsenale sono rimasti due o tre aumenti di 75 punti base.

Ciò porterà il tasso sui fondi federali al 6%, ancora al di sotto del CPI. 

La velocità del denaro sta aumentando in questo momento, e anche il costo del lavoro sta aumentando, il che significa che l’inflazione si è completamente radicata ed è qui per restare a lungo. 

I prezzi non sono aumentati abbastanza da rendere praticabile la crescita del business per nessuno, tranne che per le aziende più grandi. 

Nel frattempo, i risparmi stanno crollando e il debito delle carte di credito è in aumento.

Non si tornerà indietro ai prezzi del 2019 in nessun settore.

Gli investitori faranno bene a comprendere che siamo entrati in un punto di non ritorno, e da qui la strada sarà in salita per un bel po’. 

In un territorio come questo dove si è perso ogni punto di riferimento verso quegli asset che sembravano salire sempre, l’unica strada rimasta è focalizzarsi su pochi titoli ben selezionati.

Titoli su cui gli investitori più preparati si stanno già riversando per proteggere e incrementare il proprio capitale.

Infatti, i pochi titoli selezionati all’interno del Canale Premium hanno generato una performance complessiva di oltre il 42% in data odierna. 

E siamo solo agli inizi. 

Ma la situazione è complicata per tutti, mentre il Canale Premium è riservato solo a poche persone. 

Per questo, Stock Gain ha deciso di venire in soccorso di chiunque voglia iniziare ad investire con il piede giusto. 

Stiamo per rilasciare una soluzione adatta a chiunque voglia investire senza seguire i consigli tot al chilo buoni per tutti:

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